Igiene Orale

Certo sono finiti i tempi in cui i Maya annerivano i denti per proteggerli, i pellerossa masticavano tabacco per la loro igiene orale, gli antichi ebrei consideravano che masticare e sputare la milza era una buona regola per la corretta igiene orale, mentre a Sparta e Atene per far i denti bianchi si usavano la pietra pomice, il talco, la polvere di corallo.
I consigli non sono mai abbastanza. In questo capitolo vi proponiamo un giro storico letterario tra le varie civiltà dei nostri antenati, per verificare le loro nozioni in campo di igiene orale.

Celso, fu il medico romano che più di altri si adoperò affinchè i figli dell’Impero praticassero l’igiene orale. Consigliava di strofinare il dente con una miscela di polvere di foglia di rosa, gocce di quercia e mirra, sciacquandosi infine la bocca con vino puro. Fu invece Paolo di Egina, un medico bizantino del VII secolo d.C., il più accanito sostenitore dell’epoca per una buona igiene orale.

Avicenna, grande erudito, fu uno dei maggiori medici dell’Islam.
Raccomandò l’igiene orale e l’uso di sostanze detergenti, come la schiuma di mare, il corno di cervo bruciato, il sale e scaglie di serpente bruciate e polverizzate: non era ancora un dentifricio ma poco ci mancava.
Gli indiani, oltre a venerare in un bellissimo tempio il dente di Buddha, praticavano molto l’igiene orale e si spazzolavano i denti con bastoncini ricavati da ramoscelli, si sciacquavano la bocca con un collutorio artigianale, un decotto preparato con foglie di betel, canfora, cardamomo. Per i Cinesi lo sciacquare la bocca e lo strofinare i denti fu da sempre una pratica comune. Il tipo di spazzolino ancor oggi conosciuto e adoperato, dotato di setole perpendicolari rispetto al manico, fu inventato dai Cinesi intorno al 1490, due anni prima della scoperta dell’America. Inoltre, i Cinesi delle classi agiate erano solite possedere dei set da toilette in oro e avorio, tra i quali non mancavano mai stuzzicadenti.

I Giapponesi più ricchi usavano spazzolini realizzati con piume di fagiano e di anitra, mentre più comuni erano gli spazzolini ricavati da ramoscelli di salice schiacciati e smembrati in fibre, tagliati lungo la superficie, di formato  sottile e piatto, in modo da poter essere utilizzati anche per strofinare la lingua.In Europa grande fu l’influenza del medico-chirurgo Guy de Chauliac. Le norme di igiene da lui indicate potrebbero considerarsi ancora valide.
Consigliava di evitare gli alimenti che possono facilmente putrefarsi, quelli troppo caldi o troppo freddi, i dolci che potevano lasciare residui. Se le mani sono il nostro cervello esterno, come affermava Kant, i denti non sono di meno.
La placca è una pellicola  bianca-giallastra, composta da batteri e residui di cibo, che si forma e si attacca sui denti, tra gli spazi tra i denti e intorno alle gengive, ed è la causa principale e scatenante di carie e disturbi gengivali. Per rimuovere la placca dalle superfici dei denti basta usare lo spazzolino, per la pulizia tra dente e dente basta usare il fio interdentale. Quando non si usano regolarmente lo spazzolino e il filo interdentale la placca si solidifica e forma il tartaro.

Placca e tartaro possono irritare e infiammare le gengive.
Se la gengivite non si cura, come abbiamo già spiegato, si può trasformare in parodontite. 
Per denti sani e gengive in condizioni ottimali é importante spazzolare i denti dopo ogni pasto e in special modo la sera prima di andare a dormire. Un buon spazzolino deve avere setole arrotondate e non troppo dure e deve essere cambiato ogni due o tre mesi, appena le setole sono consumate.

Anche la forma e la lunghezza dello spazzolino devono essere tenuti in considerazione e in casi particolari è giusto farsi consigliare dal dentista lo spazzolino specifico alle proprie esigenze orali. I denti vanno spazzolati con delicatezza, mai con movimenti energici e nervosi, per evitare irritazioni gengivali e abrasioni dentali.
Lo spazzolino va mosso dall’alto in basso e viceversa, con movimenti brevi e delicati, in modo da pulire un dente per volta, internamente e esternamente. La punta dello spazzolino va usata per pulire la superficie interna dei denti anteriori con un movimento dall’alto in basso per i denti delle arcate superiori e dal basso in alto per i denti delle arcate inferiori. Se lo spazzolino serve per rimuovere la placca dalla superficie dei denti, non arriva a pulire la zona tra dente e dente e questo è possibile farlo solo con il filo interdentale. Il filo interdentale ideale è un pezzo di filo di nylon o seta di circa  45 cm.

Avvolgere le estremità attorno a ciascun dito medio. Entrati negli spazi interdentali si fa scivolare il filo fino a livello della gengiva libera, aderendo alla superficie dentale, strofinandolo delicatamente per almeno tre volte, e questa procedura va usata per ogni dente.
Nei casi in cui vi sia difficoltà a passare il filo interdentale o siano presenti, ponti, impianti o apparecchi ortodontici, è opportuno ricorrere all’uso degli scovolini interdentali, che permettono un’azione di massaggio della papilla interdentale. Lo scovolino è uno spazzolino di forma cilindrica o conica, intercambiabile e che viene inserito su un supporto metallico o di plastica.

Ricordarsi, però, di non usare mai lo scovolino interdentale con il dentifricio, perché potrebbe provocare abrasioni sul dente.